La mente rapita

 


la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita la mente rapita rapiva la vita


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Canto di Natale


natale


Bianca neve lucente bianca neve cadente.
Brilla scintilla sfavilla la lumiera della Villa.
Suona risuona rintrona la schilletta di Caprona.
Bianca neve lucente bianca neve cadente.

Sfiora il piccino in tasca un nichelino
dono corrotto di un tipo col panciotto
giro girino giretto nero nerino vialetto.

Sfiora il sudore di Stakhanov lavoratore
crolla il palchetto e tutto il suo muretto
scappa il padrone bianca neve marrone.

Sfiora il dorato capello della donna mantello
in cima al camioncino pensa al cosacco bambino
toglie tutte le voglie come fosse sua moglie.

Sfiora il cinturone del soldato Brancaleone
avanti fratelli issiamo i coltelli
avanti soldati marciamo blindati.

Bianca neve lucente bianca neve cadente.
Brilla scintilla sfavilla la lumiera della Villa.
Suona risuona rintrona la schilletta di Caprona.
Bianca neve lucente bianca neve cadente.


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Oci Ciornie (Occhi neri)


Oci ciornie, oci ciornie.
Era aprile. Era maggio.
Era un giorno di passaggio.
Era estate. Era inverno.
Era un sogno. Non discerno.

Oci ciornie, oci ciornie.
Era un giorno appena nato.
Era un sogno non sognato.
Era un viso appassionato.
Era un bacio senza fiato.

Oci ciornie, oci ciornie.
Era un giorno casuale.
Era un gioco sensuale.
Era un labbro che sfiorava.
Era un corpo che vibrava.

Oci ciornie, oci ciornie.
Era un giorno universale.
Era il bene oppure il male.
Era un viaggio indecifrato.
Era un corpo scatenato.

Oci ciornie, oci ciornie.
Era aprile. Era maggio.
Era un giorno di passaggio.
Era estate. Era inverno.
Era un sogno. Non discerno.



Traduzione
Oci Ciornie (Occhi neri)

È costume di Pietroburgo
e lo vuole l’animo russo.
Viver non possiam senza champagne
senza i canti dei gitani.
Occhi neri, appassionati,
stupendi ed infuocati!
Oh, Dio, come vi amo!
Oh, Dio, come vi amo!
Infausta fu l’ora
in cui vi ho conosciuta.
Bianca è la tovaglia inondata di vino
e gli ussari sprofondati nel sonno.
Uno solo è sveglio
beve champagne
e canta all’amore gitano.
Più vicina a me, tu mi piaci
la bocca dammi, non c’è veleno.
Baciami tu e poi io a te
in un vortice languido di baci.


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Cammina, non correre


Cammina, non correre.
Ascolta la pioggia che porta baccano.
Sorridi al monello che gioca nel piano.
Segui il cammello che viaggia lontano.

Cammina, non correre.
Porta scompiglio alle ombre tonanti.
Offri un appiglio alle mani danzanti.
Trova rifugio dal vecchio archibugio.

Cammina, non correre.
Ascolta il tamburo che batte sul monte.
Sorridi al canguro che salta alla fonte.
Segui il viandante che volge a levante.

Cammina, non correre.
Porta colore all’orsa minore.
Offri coraggio al’ultimo saggio.
Trova riparo sul piccolo faro.


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Filastrocca bislacca


pizzo


Danza il figlio della terra.
Danza il giglio nella serra.

Danza il fante senza nome.
Danza il conte con le chiome.

Ride il bimbo della serva.
Ride il capo con la guerra.

Ride il prete alla beghina.
Ride il boia ogni mattina.

Marcia il figlio della lupa.
Marcia nella luce cupa.

Marcia l’uomo con la stella.
Marcia senza rivoltella.

Urla il ricco possidente.
Urla in ogni continente.

Urla il negro nella cella.
Urla come una gran belva.

Canta il coro nella chiesa.
Canta il moro alla marchesa.

Canta il giovane rampante.
Canta anche il trafficante.

Paga il pizzo il parrucchiere.
Paga il cuoco e il salumiere.

Paga tutta la mia gente.
Paga il senso del far niente.


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Mi hai chiesto di parlare. Per via del mal di testa.


nave


Mi hai chiesto di parlare. Per via del mal di testa.
Ho finto di salpare. Come se fosse festa.
Il vento non soffiava in quella tarda sera.
Il lume non brillava in quella gioia mera.
Ho finto di salpare. Per non doverti amare.

Mi hai chiesto di parlare. Per via del mal di testa.
Mi ha preso il tuo silenzio. Credevo fosse assenzio.
Credevo di fuggire da quella vita uggiosa.
Credevo di morire in quella terra astiosa.
Ho finto di salpare. Per ritrovare il mare.

Mi hai chiesto di parlare. Per via del mal di testa.
Ho visto il bastimento fermarsi in quel momento.
Ho visto la mia vita senza una via d’uscita.
Morivi dalla voglia di correre a velare.
Hai finto di salpare. Per non dover virare.


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Sono lenta a capire


Non sapevo che un giorno avrei avuto un dolore.
Non pensavo che un fiore nascondesse l’orrore.
Non credevo che un gesto suscitasse scalpore.
Sono lenta a capire.
Non considero il ricco che si ostina a vessare.
Non ritengo un’offesa continuare a nuotare.
Non sopporto l’odore di chi deve schiacciare.
Sono lenta a capire.
Ho pensato di agire come pioggia d’aprile.
Ho trovato il coraggio di lanciare un messaggio.
Ho sentito di amare chi non riesce a danzare.


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I morti ammazzati hanno avuto coraggio


I morti ammazzati hanno avuto coraggio.
I visi sofferti non patiscono oltraggio.
I cuori decisi non conoscon miraggio.
Le lame affilate non saranno retaggio.
I morti ammazzati hanno scritto un colore.
I morti ammazzati hanno scelto l’onore.
Che si faccia Giustizia, che si plachi il dolore.
Che si renda alla stirpe il sapore del sole.
E quell’uomo che urla, che ha imparato a lottare
non subisca l’effetto di chi deve remare;
di chi pensa che il gioco non sarà salutare
senza il sordido aiuto di chi suole ingannare.


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Sono ribelle


Sono ribelle al moto del mare.
Sono ribelle al grido del sole.
Sono ribelle al gioco del cuore.
Sono ribelle al sogno d’amore.
Sono ribelle al fuoco che avanza.
Sono ribelle al turbine australe.
Sono ribelle all’uomo che finge.
Sono ribelle al savio che addita.
Sono ribelle alla mia triste vita.
Sono ribelle al coro indefesso.
Sono ribelle al popolo infame.
Sono ribelle a chi mi conduce.
Sono ribelle a chi mi seduce.
Sono ribelle al tacito fine.
Sono ribelle e soffro l’ardire.
Sono ribelle: non darmi coraggio.
Sono ribelle: continuo il mio viaggio.


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Portella della Ginestra, 1 Maggio 1947


Portella-della-Ginestra


Pensavo a te mentre mietevo il mio grano.
E mi addoloravo del sangue versato nel giorno incantato.
E mi disperavo del torto subito dall’uomo straniato.
E mi lamentavo dell’urlo strozzato del padre angosciato.
Pensavo a te mentre mietevo il mio grano.
E mi ricordavo del sole agghiacciato nel campo infuocato.
Pensavo a te mentre mietevo il mio grano.
E mi inginocchiavo al canto accorato del drappo abbrunato.


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In un momento


Ti amo in un momento
Ti odio in un momento
Ti penso in un momento
Ti odio in un momento
Ti adoro in un momento
Ti odio in un momento
Ti bramo in un momento
Ti odio in un momento
Ti voglio in un momento
Ti odio in un momento
Mi piego in un momento
Mi infurio in un momento
Io vivo in un momento


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Navigare necesse est, vivere non necesse


Falce_e_Martello


Spezzo l’ignoranza
Spacco il pregiudizio
Spezzo le catene
Spacco l’ingordigia
Spezzo il tuo servaggio
Spacco l’ingiustizia
Spezzo il privilegio
Spacco ogni sopruso
Spezzo la mia rabbia
Spacco il tuo dolore
Spezzo il mio tormento
Spacco il tuo torpore
Corro a perdifiato contro ogni rancore


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