Non chiedere


Non chiedere invano calore ruggendo
Non chiedere all’uomo che annaspa fuggendo
Non chiedere al tempo sospiro gemendo
Non chiedere al dio difesa solvendo


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U2 Forever


U2LOGO


Canterò per te fino all’ultima stella
Suonerò per te le mie note d’amore
Fremerò per te ogni notte d’incanto
Urlerò per te al fragore del mare
Amerò per te
Amerò per te
Amerò per te

Per sempre tua


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Il mio buon padrone


Il mio buon padrone mi picchia e mi bastona.
(Coro) Fa bene il suo buon padrone a picchiarlo e bastonarlo.

Il mio buon padrone odora di colonia.
(Coro) Fa bene il suo buon padrone ad odorare di colonia.

Il mio buon padrone possiede ettari ed ettari di terra bagnata dal sole.
(Coro) Fa bene il suo buon padrone a possedere ettari ed ettari di terra bagnata dal sole.

Il mio buon padrone sorseggia il suo caffè al circolo dei nobili.
(Coro) Fa bene il suo buon padrone a sorseggiare il suo caffè al circolo dei nobili.

Il mio buon padrone discute d’affari senza battere ciglio.
(Coro) Fa bene il suo buon padrone a discutere d’affari senza battere ciglio.

Il mio buon padrone si gioca una fortuna al tavolo verde.
(Coro) Fa bene il suo buon padrone a giocarsi una fortuna al tavolo verde.

Il mio buon padrone ha preso la mia anima.
(Coro) Fa bene il suo buon padrone a prendersi la sua anima.

Il mio buon padrone ha preso mia figlia.
(Coro) Fa bene il suo buon padrone a prendersi sua figlia.

Il mio buon padrone si è preso il potere.
(Coro) Fa bene io suo buon padrone a prendersi il potere.

Il mio buon padrone ha fatto uccidere quell’uomo di merda… Quello… Sì… Il sindacalista…
(Coro) Ha fatto bene il suo buon padrone a far uccidere quell’uomo di merda, il sindacalista.

Il mio buon padrone non sa che il suo campiere vuole prendere il suo posto al canto del gallo.
(Coro) Fa bene il suo buon padrone a non sapere che il suo campiere vuole prendere il suo posto al canto del gallo.

Il mio buon padrone ritorna solingo al suo vecchio palazzo.
(Coro) Fa bene il suo buon padrone a ritornare solingo al suo vecchio palazzo.

Il mio buon padrone rimane trafitto da un sordido sparo.
(Coro) Fa bene il suo buon padrone a rimanere trafitto da un sordido sparo.

Il volto disfatto del mio buon padrone troneggia nel vuoto.
(Coro) Fa bene il volto disfatto del suo buon padrone a troneggiare nel vuoto.

La mente annerita del mio buon padrone ripassa la sua vita sfinita.
(Coro) Fa bene la mente annerita del suo buon padrone a ripassare la sua vita sfinita.

Adesso il mio buon padrone riposa in pace sotto il verde del tiglio.
(Coro) Fa bene adesso il suo buon padrone a riposare in pace sotto il verde del tiglio.

Il campiere del mio buon padrone è diventato il mio nuovo buon padrone.
(Coro) Fa bene il campiere del suo buon padrone a diventare il suo nuovo buon padrone.

Il mio nuovo buon padrone mi picchia e mi bastona.
(Coro) Fa bene il suo nuovo buon padrone a picchiarlo e a bastonarlo.


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Variazioni


Tu sei la roccia. Io corro al fiume.
Tu la foresta. Io rido al sole.
Tu sei il vento. Io spargo il sale.
Tu la tempesta. Io strappo il lembo.
Tu mi sorridi. Io fermo il tempo.


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Vincent


Vincent-Van-Gogh


Vagano campi immersi di gialli.
Sostano appena in fiore ombreggiato.
Anelito insorto a blandire il segreto.
Si finge animoso per non soffrire il divieto.
Un sordo ritiro che non concede commiato.
Li vedi quei corvi che alano intensi?
Son là per sanarti dal pallido errore.
Un volo infinito appena annunciato.
Si librano di colpo con fare agitato.
Il tratto ora cede al ritmo insensato …


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Tradimento


– Re, mio Re, la fine si appresta. Le truppe disfatte. I campi devastati. Le fiamme sprigionate. I pozzi insanguinati. Ti prego, mio Re. Ti scongiuro, mio Re. Dammi un lume. Dammi una sola stella che accenda il cammino di un uomo che trema.

– Io Re. Io duce. Io, primo fra pari. Solenne guidavo i prodi all’attacco. La spada brandivo al suono del vento. Niuno ardiva solcare il mio veto. Io Re … Sorrisero appena i Pari del Regno. Un flebile inchino adatto al momento … Non volli scrutare quei passi pesanti. Non volli sfiorare la donna adorata. La donna adorata. La donna adorata … Fu lei a strappare il manto regale. Fu lei a calcare la stima e l’onore. No. No. Mio prode guerriero, lo spazio infinito non sente ragioni di amara solitudo, frammento scolpito che assale ogni fiato. Non trova quiete il suo breve affanno.


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Deprecabile rinvio


Saltavo nel nulla. Donavo certezze.
Arringavo la folla dispersa nel buio.
Accesero il lume i volti scavati.
Trovarono i nodi che sciolsero al sole.
Rimase un alone. Discese la notte.


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Isola


Qui non cresce la palma. Non trovi il decoro.
Non sanno la luce le orme vaganti.
Non puoi consolare la serva ingrigita.
La casa è deserta. I canti sopiti.
Ti lasci cadere sui fiori danzanti.
Non senti il ronzio del tempo che passa.


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Mio prode marinaio


Mio prode marinaio che concupisci le acque ringhiose. Ti amo di gusto e prego al ritorno. Ti amo di cuore sebbene non sogni. Ti amo e son fiera del bene che volli. Lo ammetto: ti amo. Lo scrivo: ti amo. Lo dico e lo penso perchè non si perda l’ardore che sento al vento che frulla la nave di ghiaccio che scia sulla cresta. Ti amo, lo sento. Ti amo, lo sanno. Ti penso al momento di correre indarno. Ti sfioro le gote che tu non radesti. Sarà come un lampo. Non lo potrai rallentare. Ricorda: ti amo. Rammenta: ti amo. Adesso non resta che stare a guardare il lume che impetra di un suono lontano.


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Sono ape e sono operaia


Sono ape e sono operaia.
– Venceremos, Venceremos! La miseria sabrémos vencer!
Sono stata vinta, battuta e oltraggiata.
– Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti!
Sono ape e sono operaia.


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Parlava forbito


Parlava forbito. Citava i grigiori.
Ammoniva i presenti senza mai dubitare.
Sollevava questioni simulando tempeste.
Criticava con cura. Conservava i sentori.
Preservava i dolenti con decise striature.


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Avversari


Hai lanciato i tuoi dardi scatenando tempeste.
Hai sconfitto il nemico sollevando bagliori.
Troveranno le stelle i mantelli e le cappe.
E la luna impotente obbligata a mirare.


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Adesso vado


Adesso vado. Non chiedere nulla.
Raccolgo i brandelli di luce riflessa.
Ti invito con gala ma senza colore.
Saprò rimediare col fiato nel cuore.
Mi accingo a salpare. Sarò di ritorno.


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Psss … Dico a te


Psss … Dico a te. Avvicinati.
Prestami attenzione, dai. Non indugiare.
Io conosco l’arcano, ho visto i bagliori, possiedo tesori e so rinunciare.
Ordunque, che attendi?
Unisciti al gruppo e segui il cammino.


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Incredibile dictu


La musica batte. Il cuore non mente.
La vita è decisa. Il tono non manca.
Mi svegli e son desta. Mi adopero d’incanto.
Sorrido con gusto. Non ho alcun rimpianto.


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A chi dedicarlo questo libello?


A chi dedicarlo questo libello?
All’uomo che vive con l’anima in spalle?
Al prete dimesso che abiura alla vita?
Ai volti assassini di mille crociate?
Al passo felpato che irrompe nel vuoto?
Ai riti insensati dei manti asserviti?
A chi dedicarlo questo libello?


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